Visualizzazione post con etichetta toni servillo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta toni servillo. Mostra tutti i post

giovedì 23 maggio 2013

La grande bellezza

La grande bellezza è la provocazione di poter costruire un film montando tra di loro scene prive del più potente filo conduttore: la trama. Così, avvaledosi di una sceneggiatura che veramente spacca ogni schema, Sorrentino lascia che il protagonista si muova in diversi sketch e situazoni, la cui sequenza di montaggi può risultate talmente casuale da non riscotruire un filo logico speppur metaforico. Con citazioni felliniane oniriche e spunti dal cinema americano indipendente di Smoke, "La grande belle bellezza" rimane un prodotto altaenta oriiginale, in cui ogni scena meriterebbe  una pausa per poterla analizzarre il tutta la sua bellezza. Si esce da cinema intontiti ed immensi i un caleidoscopio di mmagini....
IL fill è una kermess di attori che celebrano il personalismo del protagonista, apparendo e scimparendo come niente fosse.Su di tutti domina l'indecifrabile recitazione di Toni Servillo.

sabato 8 settembre 2012

Bella addormentata

Eluana Englaro è morta.
 Il grande scandalo si consuma lentamente attraversando le storie di tutti quelli che tra le mura domestiche vivono lo stesso genere di morte o muoiono nel tentativo di sopravvivere, a seconda dei punti di vista. Vivere, sopravvivere, morire nell'anima, annientarsi fisicamente ed essere annientati fisicamente, Bellocchio coniuga il senso della vita all'attivo ed al passivo, proponendo una messa in scena di tante piccole storie.
Cosa succede in una famiglia quando una bellissima figlia rimane in stato vegetativo e la madre perde d'un colpo la forza di vivere? Cosa accade quando una figlia scopre che il padre ha dolcemente collaborato alla morte di sua madre, glielo perdonerà mai? Cosa succede se la voglia di vivere viene estirpata brutalmente dal virus della depressione per colpa della droga? Quale di tutte queste condizioni è vita?
La struttura a piramide della narrazione, che culmina nella scelta del senatore del PdL di dimettersi, votando contro la legge che proibirebbe alle tante Eluna di cessare la loro sofferenza, ha una compattezza sublime. Ogni storia ha una sua direzione, ma non si percepisce alcuna frammentarietà narrativa. Tutto si intreccia, eppure ognuno rimane dentro la propria sofferenza.
Il ritmo è serrato e le scene non sono cupe, ma intense. Il finale conclude, ma lascia intravedere vari squarci interpretativi, tutti segnali di una regia da Leone d'Oro.

venerdì 4 marzo 2011

Il gioiellino


"Il gioiellino" è un film cronaca che vuole raccontare la storia del crac della Parmalat. Il tono utilizzato è giornalistico: ci si limita a raccontare i fatti e non a raccontarli, lasciando tutto nel mistero. Quale migliore attore per narrare questa situazione ambigua ed indecifrabile se non Toni Servillo? Il ragioniere che egli interpreta è, infatti, probabilmente l'unico che "sa" e che spera fino all'ultimo che le cose possano ancora rimettersi in sesto, perlomeno nella apparenza.

La storia della Parmalat prevede una forte importanza della immagine di facciata, tanto da pensare di poter sostituire la menzogna con la realtà. Il film è, inoltre pervaso da un forte oscurità nelle scene e la mancanza della luce è proprio emblematica della situazione in cui versa la società.

"Il gioiellino" è dello stesso regista de "La ragazza del lago": probabilmente un pò meno televisivo di quest'ultima opera prima, ma in alcune scene ancora sembra esserci un tono ancora poco raffinatamente cinematografico.

domenica 21 novembre 2010

Noi credevamo


In un momento così travagliato per lo spirito nazionale del nostro Paese, "Noi credevamo" si sofferma, con la narrazione storica del Risorgimento, soprattutto sui pensieri, le azioni e le emozioni di coloro che hanno lottato nel silenzio perchè l'Italia fosse non solo unita, ma anche una Repubblica democratica. Personaggi storici si confondono alla gente comune e, nonostante le due ore e cinquanta di proiezione siano un pò ridondanti, arriva al cuore la passione confusa per qualcosa di diverso, indefinito ed al contempo chiaro. Il bisogno di creare una nuova realtà nazionale governa il caos del momento storico, che in realtà è, nelle menti dei patrioti, guidato da un progetto ben preciso. Un gran bel film sulla nostra Italia, su quello che siamo stati, su quello che abbiamo passato per diventare quello che siamo. Probabilmente la confusione dell'epoca non è così lontana da quella di oggi, ma con una matrice diversa: la unione e non la frammentazione. Inoltre la recitazione di grandi attori italiani come Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Anna Bonaiuto, dà molto l'idea di un tributo del cinema che rappresenta l'Italia, all'Italia stessa.

venerdì 5 novembre 2010

Una vita tranquilla


Il titolo di questo film ha un ruolo di contrasto con le vicende per nulla tranquille del protagonista. Servillo interpreta il solito ruolo di malavitoso, che ormai sembra essergli cucito addosso. In questo caso l'ambiguità del suo personaggio è più umana e narrata ed il suo personaggio sembra più vero e meno imbalsamato di quelli che siamo abituati a vederlo interpretare. Proprio per questo tale interpretazione gli è valsa il premio Marc'Aurelio all'ultimo Film Festival di Roma. L'abbagliante interpretazione dell'attore dona una luce particolare ad un film cupo ed eccessivamente contorto, a tratti difficile da seguire.

sabato 16 ottobre 2010

Gorbaciof


Se la maggior parte della critica si è soffermata sulla straordinaria recitazione di Toni Servillo, pur non negandone la qualità, a me "Gorbaciof" ha fatto pensare che il nostro attore si stia sempre più fossilizzando in un ruolo molto circoscritto e grottesco. Se, infatti, Servillo riesce parossisticamente a dare profondità a personaggi sospesi a qualche metro di distanza dalla realtà e cucitigli addosso, credo che la sua vera cifra di attore si vedrà quando e se riuscirà ad uscire da questo fortunato clichè. Il pittoresco Gorbaciof assomiglia, infatti, un pò troppo al protagonista dell'altrettanto fortunato "Le conseguenze dell'amore" ed anche la trama del film sembra essere veramente poco originale se la si guarda tenendo come riferimento la precedente pellicola di Sorrentino.

giovedì 11 marzo 2010

Le conseguenze dell'amore


Silenzio e mistero avvolgono la sagoma di Toni Servillo. Comi in un inquietante puzzle i pezzi piano piano si ricompongono fino a ritrarre un uomo tutt'altro che inquietante, ma piuttosto inquietato. Se andassi oltre scardinerei il segreto attorno al quale questo film è amabilmente costruito. Mi limito quindi a sottolineare come ci voglia talento anche a recitare senza battute e ad esprimenre l'inespressività di un volto. Guardando questa pellicola ho imparato ad apprezzare il talento che ci vuole per non esprimere nulla. Toni Servillo in questo raggiunge il massimo riducendosi ad un manichino che trascina una valigia, in un eloquente non-luogo come un albergo di medio target. Tutto si gioca sul non raccontare, cioè sul contrario di ciò che il cinema in genere fa.