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giovedì 23 maggio 2013

La grande bellezza

La grande bellezza è la provocazione di poter costruire un film montando tra di loro scene prive del più potente filo conduttore: la trama. Così, avvaledosi di una sceneggiatura che veramente spacca ogni schema, Sorrentino lascia che il protagonista si muova in diversi sketch e situazoni, la cui sequenza di montaggi può risultate talmente casuale da non riscotruire un filo logico speppur metaforico. Con citazioni felliniane oniriche e spunti dal cinema americano indipendente di Smoke, "La grande belle bellezza" rimane un prodotto altaenta oriiginale, in cui ogni scena meriterebbe  una pausa per poterla analizzarre il tutta la sua bellezza. Si esce da cinema intontiti ed immensi i un caleidoscopio di mmagini....
IL fill è una kermess di attori che celebrano il personalismo del protagonista, apparendo e scimparendo come niente fosse.Su di tutti domina l'indecifrabile recitazione di Toni Servillo.

lunedì 15 marzo 2010

Un giorno perfetto


"Un giorno perfetto" è l'eufemismo di tante vite impossibili, ma di una in particolare: quella della stralunata quanto seducente Isabella Ferrari. La sua vita e le sue giornate sono attraversate da un'angoscia persistente, che è tipica di quelle persone che si sentono con le spalle al muro, all'ultimo gradino di una lunga scala che finisce su un baratro di problemi di ogni genere. Al primo posto una separazione coniugale difficile da gestire, per via di un marito (Valerio Mastandrea) geloso, violento quanto confuso e, soprattutto, affatto rassegnato. Il regista si impegna a descrivere ogni antro dell'anima di queste due figure, come di altre che si incrociano passandosi come tedofori la fiaccola della loro condizione di prigionieri della sofferenza e di vittime della società. Il tocco di Ozpetek in questo film è quasi invisibile. Ne rimane traccia solo nel particolare riguardo verso le figure femminili. Per il resto la regia è veramente scarna e lascia furbescamente spazio alle scene di violenza. Questo aspetto lascia scadere il film in una sorta di cronaca della società odierna, che strizza l'occhio al voyeurismo. La sola recitazione della Ferrari non basta a riscattare un film tanto truce quanto impersonale.

venerdì 12 marzo 2010

Saturno Contro


La prima mezz'ora mi ha cerebralmente messo alla prova per assuefarmi all'idea di questa disomologazione totale delle coppie. In questo film decadono, infatti, tutte le regole tecniche fisse che recintano il concetto di famiglia. Tutti possono teoricamente stare con tutti. Si possono avere più uomini, rapporti occasionali bisex...insomma tutto, davvero TUTTO il possibile. Una volta entrata in questa ricostruzione della normalità, la storia mi ha trascinato nel suo crescendo di tensione emotiva. La trasgressione è diventata forza, e soprattutto, libertà. A me Ozpetek di solito sembra piuttosto surreale, artefatto, ma qui le scene sono davvero misurate seppur la storia sia debordante. Tutto è così sentito e pittoresco senza essere falso. Azzarderei a svelare quello che vuol dire Ozpetek con questo film, chiaramente cetrato sulla famiglia, ma credo proprio che con alcuni film valga la regola che vige in poesia: i versi non hanno bisogno di didascalie. Azzeccatissima e calda la colonna sonora, in cui compare la canzone di Gabriella Ferri "Remedios".

mercoledì 10 marzo 2010

Caos calmo


"Caos calmo" è la storia di un giro di boa, di un momento di nebbia, di scoraggiamento, ma anche di negazione. Il giardino che si rende teatro di questo stato psicologico è quello di fronte alla scuola della piccola Chiara. Tutto sembra così lento, ma nella mente del protagonista è in atto una vera e propria restrutturazione dei pezzi della propria vita, partendo dagli elenchi delle compagnie aeree. Questa sorta di monologo interiore non poteva avere migliore interprete di Nanni Moretti, che, in scene che scimmiottano la panchina di Forrest Gump, ricorda molto i monologhi del giocatore di pallanuoto di Palombella Rossa. Solo che in questo caso non si parla di ideali, ma di emozioni. Il protagonista raccoglie il proprio passato pezzo per pezzo accettando di accogliere carte ignote e di non scoprirne altre, come il carteggio tra la moglie e lo scrittore di libri per bambini. Nel masochismo della sua infantile negazione, cerca in tutti i modi di proteggersi come padre e come persona.