Visualizzazione post con etichetta valerio mastandrea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta valerio mastandrea. Mostra tutti i post

martedì 23 ottobre 2012

Il comandante e la cicogna

L'incipit de "Il comandante e la cicogna" rispecchia a pieno l'ironia e la leggerezza di Silvio Soldini: le statue di Garibaldi e Dante al centro di una indefinita piazza commentano con il loro fare super partes il fare dei passanti, i tempi che corrono e tutti quei discorsi di cui è intrisa la nostra qualità. Dalla fotografia accurata, il film "Il comandante e la cicogna" mette in scena con apparente buonismo e con grande arguzia la vita di una famiglia "qualsiasi", con tutti i suoi fantasmi, i suoi problemi e le sue incomunicabilità. I personaggi sono tutti molto ben scritturati, ma in questa atmosfera a metà tra realtà e finzione si ambienta al meglio il personaggio del figlio Elia, capace di zittire il padre con citazioni celebri e di irritare la sorella con domande per lei assurde. Con questo film Soldini ci regala un quadro solido della famiglia di oggi, in cui i problemi si affrontano assieme ed anche nell'incomunicabilità (tra padre e figlio) c'è accettazione. 

lunedì 15 marzo 2010

Un giorno perfetto


"Un giorno perfetto" è l'eufemismo di tante vite impossibili, ma di una in particolare: quella della stralunata quanto seducente Isabella Ferrari. La sua vita e le sue giornate sono attraversate da un'angoscia persistente, che è tipica di quelle persone che si sentono con le spalle al muro, all'ultimo gradino di una lunga scala che finisce su un baratro di problemi di ogni genere. Al primo posto una separazione coniugale difficile da gestire, per via di un marito (Valerio Mastandrea) geloso, violento quanto confuso e, soprattutto, affatto rassegnato. Il regista si impegna a descrivere ogni antro dell'anima di queste due figure, come di altre che si incrociano passandosi come tedofori la fiaccola della loro condizione di prigionieri della sofferenza e di vittime della società. Il tocco di Ozpetek in questo film è quasi invisibile. Ne rimane traccia solo nel particolare riguardo verso le figure femminili. Per il resto la regia è veramente scarna e lascia furbescamente spazio alle scene di violenza. Questo aspetto lascia scadere il film in una sorta di cronaca della società odierna, che strizza l'occhio al voyeurismo. La sola recitazione della Ferrari non basta a riscattare un film tanto truce quanto impersonale.