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giovedì 23 maggio 2013

La grande bellezza

La grande bellezza è la provocazione di poter costruire un film montando tra di loro scene prive del più potente filo conduttore: la trama. Così, avvaledosi di una sceneggiatura che veramente spacca ogni schema, Sorrentino lascia che il protagonista si muova in diversi sketch e situazoni, la cui sequenza di montaggi può risultate talmente casuale da non riscotruire un filo logico speppur metaforico. Con citazioni felliniane oniriche e spunti dal cinema americano indipendente di Smoke, "La grande belle bellezza" rimane un prodotto altaenta oriiginale, in cui ogni scena meriterebbe  una pausa per poterla analizzarre il tutta la sua bellezza. Si esce da cinema intontiti ed immensi i un caleidoscopio di mmagini....
IL fill è una kermess di attori che celebrano il personalismo del protagonista, apparendo e scimparendo come niente fosse.Su di tutti domina l'indecifrabile recitazione di Toni Servillo.

martedì 18 ottobre 2011

This must be the place



Lo sguardo perso di Sean Penn, le lentine verdi, che gli regalano un colore di occhi così surreale, quei capelli colore nero Shock cotonati come un'enorme criniera: l'aspetto del protagonista è una eccellente sintesi di questo film. Sorentino sbarca in America con una storia più pretenziosa delle altre. Non racconta più una piccola storia, ma rappresenta la storia dell'America che si sta cercando, che sta cercando una sua nova identità. La trama non è nè originale, nè tipica del regista, ma la recitazione del protagonista ed alcuni accostamenti eccellenti come la fotografia intensa e dai contorni definiti e la sceneggiatura fatta di poche sarcastiche battute rendono il film veramente meritevole.

giovedì 11 marzo 2010

Le conseguenze dell'amore


Silenzio e mistero avvolgono la sagoma di Toni Servillo. Comi in un inquietante puzzle i pezzi piano piano si ricompongono fino a ritrarre un uomo tutt'altro che inquietante, ma piuttosto inquietato. Se andassi oltre scardinerei il segreto attorno al quale questo film è amabilmente costruito. Mi limito quindi a sottolineare come ci voglia talento anche a recitare senza battute e ad esprimenre l'inespressività di un volto. Guardando questa pellicola ho imparato ad apprezzare il talento che ci vuole per non esprimere nulla. Toni Servillo in questo raggiunge il massimo riducendosi ad un manichino che trascina una valigia, in un eloquente non-luogo come un albergo di medio target. Tutto si gioca sul non raccontare, cioè sul contrario di ciò che il cinema in genere fa.