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venerdì 18 febbraio 2011

Femmine contro maschi


Modificando l'ordine degli addendi il risultato non cambia. Questa nota regola matematica, che diventa una battuta tra Ficarra e Picone nel film, può essere una buona sintesi di questo prodotto "Sanvalentiniano". Gli attori sono, infatti, i medesimi di "Maschi contro femmine", il titolo è di per sè una trovata a dir poco "scarsamente fantasiosa". Il tutto risulta una ulteriore operazione commerciale per comprare più spettatori possibili abituandoli, come una madre abitua un bambino, ad accontentarsi di un cinema che scende progressivamente di livello. La qualità cala come il PIL, ma lo fa alla moviola, con una lentezza talmente realistica da sembrare naturale. Ed è proprio qui il vero tranello. Non dobbiamo, infatti, permettere che il nostro cinema diventi così televisivo. Alcune dinamiche della società italiana sono ormai inequivocabili su tutti i fronti: c'è una tale confusione di ruoli. Si confonde la satira con la politica così come si confonde il cinema con la televisione. L'ingordigia regna sovrana. Nulla da dire contro la recitazione dei singoli personaggi televisivi, dalla Littizzetto a Claudio Bisio, se non che il loro carisma appartiene ad un altro, importantissimo genere di spettacolo.

Che dire poi del titolo? Sembra essere uscito da una puntata di Ciao Darwin. Bella espressione dell'emanciapazione dei sessi in Italia! Anche a livello di sceneggiatura "Femmine contro maschi" lascia a desiderare. Sembra, infatti, un patchwork poco convincente, mentre almeno nel suo anteposto "Maschi contro femmine" la trama, seppur elementarissima, sembrava tenere un pò di più.

domenica 21 novembre 2010

Noi credevamo


In un momento così travagliato per lo spirito nazionale del nostro Paese, "Noi credevamo" si sofferma, con la narrazione storica del Risorgimento, soprattutto sui pensieri, le azioni e le emozioni di coloro che hanno lottato nel silenzio perchè l'Italia fosse non solo unita, ma anche una Repubblica democratica. Personaggi storici si confondono alla gente comune e, nonostante le due ore e cinquanta di proiezione siano un pò ridondanti, arriva al cuore la passione confusa per qualcosa di diverso, indefinito ed al contempo chiaro. Il bisogno di creare una nuova realtà nazionale governa il caos del momento storico, che in realtà è, nelle menti dei patrioti, guidato da un progetto ben preciso. Un gran bel film sulla nostra Italia, su quello che siamo stati, su quello che abbiamo passato per diventare quello che siamo. Probabilmente la confusione dell'epoca non è così lontana da quella di oggi, ma con una matrice diversa: la unione e non la frammentazione. Inoltre la recitazione di grandi attori italiani come Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Anna Bonaiuto, dà molto l'idea di un tributo del cinema che rappresenta l'Italia, all'Italia stessa.

sabato 24 aprile 2010

Matrimoni e altri disastri


Commedia divertente anche se un pò retorica, cavalca tanti stereotipi della famiglia di oggi tra battute riuscite e scelte poco originali. Credo, infatti, che questo film non riesca a sorprendere lo spettatore. Eppure la sceneggiatura riesce a costruire situazioni divertenti, ma la nota dolente è il cast. Margherita Buy è si brava, ma ormai imbalsamata in questo ruolo di donna nevrotica e sostanzialmente perdente. Risulta comunque una scelta più azzeccata rispetto a quella di Fabio Volo nel ruolo del neo-cognato e sposo e della Littizzetto, nel ruolo della collega della protagonista Nanà. Ciò che mi ha urtato è, infatti, questo voler coinvolgere volti estremamente noti pur di rastrellare un pubblico maggiore, senza porsi il problema della credibilità della loro interpretazione. Quella della Littizzetto è, infatti, qui, scialba, mentre ancora mi domando come faccia Fabio Volo ad avere raggiunto la notorietà visto che non riesco a riconoscergli alcun genere di talento. Mi sembra sempre così spento quando recita. Nonostante queste defaiances nella scelta del cast "Matrimoni e altri disastri" è un film godibile che lascia anche spazi di riflessione sulla società di oggi. E su dove stiamo andando.