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mercoledì 7 dicembre 2011

Il giorno in più



Riguardo allibita la filmografia di Massimo Venier ricordando il suo nome come quello di un regista di tanti successi del cinema italiano...già perhè "Il giorno in più" è in realtà il film in più che va ad infamare la sua carriera...Il fatto che fosse tratto da un libro di Fabio Volo aiutava in partenza solo la mietitura di un pubblico più vasto, essendo le trame del dj improvvisato "tuttologo" di rara banalità. La trama è dunque debole, ma la regia ancora di più. Siamo proprio a livello di scopiazzature bell'e buone che non tentano nemmeno di essere citazioni! Quel che rimane è solo un pò di commiserazione per la brava Isabella Ragonese che s'è andata ad impelagare in un film proprio non alla sua altezza.

venerdì 18 febbraio 2011

Femmine contro maschi


Modificando l'ordine degli addendi il risultato non cambia. Questa nota regola matematica, che diventa una battuta tra Ficarra e Picone nel film, può essere una buona sintesi di questo prodotto "Sanvalentiniano". Gli attori sono, infatti, i medesimi di "Maschi contro femmine", il titolo è di per sè una trovata a dir poco "scarsamente fantasiosa". Il tutto risulta una ulteriore operazione commerciale per comprare più spettatori possibili abituandoli, come una madre abitua un bambino, ad accontentarsi di un cinema che scende progressivamente di livello. La qualità cala come il PIL, ma lo fa alla moviola, con una lentezza talmente realistica da sembrare naturale. Ed è proprio qui il vero tranello. Non dobbiamo, infatti, permettere che il nostro cinema diventi così televisivo. Alcune dinamiche della società italiana sono ormai inequivocabili su tutti i fronti: c'è una tale confusione di ruoli. Si confonde la satira con la politica così come si confonde il cinema con la televisione. L'ingordigia regna sovrana. Nulla da dire contro la recitazione dei singoli personaggi televisivi, dalla Littizzetto a Claudio Bisio, se non che il loro carisma appartiene ad un altro, importantissimo genere di spettacolo.

Che dire poi del titolo? Sembra essere uscito da una puntata di Ciao Darwin. Bella espressione dell'emanciapazione dei sessi in Italia! Anche a livello di sceneggiatura "Femmine contro maschi" lascia a desiderare. Sembra, infatti, un patchwork poco convincente, mentre almeno nel suo anteposto "Maschi contro femmine" la trama, seppur elementarissima, sembrava tenere un pò di più.

venerdì 29 ottobre 2010

Maschi contro femmine


Dopo l'exploit di "Notte prima degli esami", Fausto Brizzi ripete l'esperimento, ampliando la portata televisiva del cast e aggiudicandosi il merito ed il demerito di aver prodotto l'ennesimo film godibile e divertente, spensierato e senza pretese fin dal titolo, che costruisce poche aspettative nella sua formula adolescenziale.

Spesso vado al cinema semplicemente per svuotare la mente da una settimana di pensieri ed una formula del genere è il modo più veloce per spazzare via come un uragano tutte le immaginarie foglie autunnali che mi affollano di preoccupazioni invernali. Quello che mi domando, però, è al di là di questa funzione catartica e pseudoclinica del cinema, fino a che punto questa discesa del cinema italiano continuerà ad avanzare verso una commistione non sempre così lecita di cinema e televisione? Mi sembra, infatti, che, se qualche esperimento lecito produce effetti divertenti se combinato nelle giuste dosi, non sempre e non in tutte le forme produce un risultato riuscito. Si tratta, a mio parere di due linguaggi completamente diversi, il televisivo nel cinema rischia di trascinare il tutto sul cabarettistico, togliendo profondità alle scene e rendendole troppo parlate a scapito della recitazione.

sabato 24 aprile 2010

Matrimoni e altri disastri


Commedia divertente anche se un pò retorica, cavalca tanti stereotipi della famiglia di oggi tra battute riuscite e scelte poco originali. Credo, infatti, che questo film non riesca a sorprendere lo spettatore. Eppure la sceneggiatura riesce a costruire situazioni divertenti, ma la nota dolente è il cast. Margherita Buy è si brava, ma ormai imbalsamata in questo ruolo di donna nevrotica e sostanzialmente perdente. Risulta comunque una scelta più azzeccata rispetto a quella di Fabio Volo nel ruolo del neo-cognato e sposo e della Littizzetto, nel ruolo della collega della protagonista Nanà. Ciò che mi ha urtato è, infatti, questo voler coinvolgere volti estremamente noti pur di rastrellare un pubblico maggiore, senza porsi il problema della credibilità della loro interpretazione. Quella della Littizzetto è, infatti, qui, scialba, mentre ancora mi domando come faccia Fabio Volo ad avere raggiunto la notorietà visto che non riesco a riconoscergli alcun genere di talento. Mi sembra sempre così spento quando recita. Nonostante queste defaiances nella scelta del cast "Matrimoni e altri disastri" è un film godibile che lascia anche spazi di riflessione sulla società di oggi. E su dove stiamo andando.