lunedì 17 settembre 2012

Prometheus

Prometheus, l'ultima fatica di Ridley Scott, rispetta, senza fantasia, tutti i protocolli informali dei film fantasy americani. Ci sono il bene ed il male, gli effetti speciali, i mostri disgustosi e la storia d'amore che fà da sfondo. La trama presenta spunti di riflessione interessanti che, però, non vengono sviluppati in modo altrettanto creativo nel corso del film ed il finale ammicca ad un sequel. Il cast è ricco di star, ma le loro performance sono piatte. Gli effetti speciali colpiscono, ma non travolgono ed il 3D è abusato in quanto molte delle scene sono in interni.

domenica 16 settembre 2012

L'intervallo

"L'intervallo" dura quanto una partita di calcio, ma qui il gioco è molto cupo e la location non è un bel campo all'aperto, ma una casa buia, abbandonata e dai confini indefiniti. L' intervallo di permanenza in questo luogo è sconfinato e la dimensione del tempo si perde negli sguardi tra i due protagonisti, che si soffiano a vicenda come due gatti impauriti. I dialoghi sono ermeticamente napoletani, quasi a voler rendere ancora più criptico ed inconoscibile tutto ciò che stà accadendo. L'opera prima di Leonardo Di Costanzo si fonda sulla semplicità dei due protagonisti, due non professionisti ai confini con l'adolescenza.Un pò manieristico è il setting, che sicuramente regala un colpo d'occhio iniziale, ma che con lo scorrere della trama pecca di superficialità. Il crescendo di tensione non si avverte, molte delle scene risultano scontate e questo viaggio di iniziazione è raccontato in maniera autentica, ma sofferta. 

sabato 8 settembre 2012

Bella addormentata

Eluana Englaro è morta.
 Il grande scandalo si consuma lentamente attraversando le storie di tutti quelli che tra le mura domestiche vivono lo stesso genere di morte o muoiono nel tentativo di sopravvivere, a seconda dei punti di vista. Vivere, sopravvivere, morire nell'anima, annientarsi fisicamente ed essere annientati fisicamente, Bellocchio coniuga il senso della vita all'attivo ed al passivo, proponendo una messa in scena di tante piccole storie.
Cosa succede in una famiglia quando una bellissima figlia rimane in stato vegetativo e la madre perde d'un colpo la forza di vivere? Cosa accade quando una figlia scopre che il padre ha dolcemente collaborato alla morte di sua madre, glielo perdonerà mai? Cosa succede se la voglia di vivere viene estirpata brutalmente dal virus della depressione per colpa della droga? Quale di tutte queste condizioni è vita?
La struttura a piramide della narrazione, che culmina nella scelta del senatore del PdL di dimettersi, votando contro la legge che proibirebbe alle tante Eluna di cessare la loro sofferenza, ha una compattezza sublime. Ogni storia ha una sua direzione, ma non si percepisce alcuna frammentarietà narrativa. Tutto si intreccia, eppure ognuno rimane dentro la propria sofferenza.
Il ritmo è serrato e le scene non sono cupe, ma intense. Il finale conclude, ma lascia intravedere vari squarci interpretativi, tutti segnali di una regia da Leone d'Oro.

lunedì 4 giugno 2012

Cosmopolis

Pessimamente doppiato, nonchè recitato dal protagonista Robert Pattinson, "Cosmopolis" soffre di una irrimediabile monotonia scenografica. Ciò che preoccupa è proprio il fatto che questa caratteristica sia la nota principale del film. Esso si connota come visionario fin dalla scena iniziale in cui il protagonista dal taglio perfetto di fronte ad un mondo allo sbaraglio sale sulla sua surreale limousine determinato ad andare ad "aggiustare il taglio". Sembra, infatti, proprio l'unica cosa che non ci sia da aggiustare in quel momento. La trama di fatto è esigua ed i dialoghi sono intrisi di sesso e violenza, così come lo sono le scene. Del resto anche in "Crash" Cronenberg aveva fatto leva su questi elementi per ritrarre una società allo sbaraglio. L'idea iniziale di rappresentare la fine dell'era del capitalismo è interessante, ma c'è un pò troppo cerebralismo, autocompiacimento e stasi nei ritmi per poterlo considerare un film riuscito.

domenica 3 giugno 2012

The tree of life

Circa un anno dopo la sua vittoria al Festival di Cannes e dopo averlo mancato in ogni forma di proiezione per ogni forma di possibile coincidenza, finalmente mi approprio fisicamente del film nel modo più definitivo e ccategorico: lo acquisto. Finalmente stasera la curiosità che ho nutrito per un anno e che ha in parte accompagnato i miei pensieri di tutti questi 365 e passa giorni è stata ripagata.
Dopo una tale attesa si può immaginare che le aspettative fossero molto alte, ma il regista de "La sottile linea rossa" è riuscito veramente a lasciarmi a bocca aperta. L'inizio ex abrupto, che fa entrare subito nel vivo della trama, poi queste lunghe pause contemplative in cui la fotografia e gli effetti speciali si sbizzarriscono nell'interpretazione del senso della vita, infine l'entrare di nuovo lentamente nella trama. "The tree of life" è un film di contemplazione, ma anche di realismo estremo: una sintesi dei momenti alti e bassi di ogni esistenza. Si potrebbero scrivere mille cose su questo film: ciò che mi ha più colpito è la recitazione del bambino protagonista, che interpreta la disillusione e la frustrazione del risvegliarsi a 7 anni circa coscienti e pensanti e scoprire con la propria mente non più così ingenua quanta rabbia e violenza può nascondersi nella vita quotidiana. Qual è allora la vera vita? Un mix di frustrazioni, rimpianti e momenti indimenticabili o c'è uno di questi due aspetti che indelebilmente prevale sull'altro? Non era facile rendere con tale grazia, classe  ed originalità narrativa un tema così delicato.   

domenica 20 maggio 2012

Ciliegine

Esplosivo, esilarante, snob al punto giusto: ecco il primo film della grande attrice italiana Laura Morante. Ogni attore prima o poi sogna di essere regista di almeno una storia dopo essersi prestato ad interpretarne tante. Laura Morante taglia questo traguardo con una commedia brillante molto francese, ma anche tanto italiana. Riesce a coniugare lo humor francese scrollandogli di dosso i ritmi delle commedie di tale Nazione, in genere terribilmente lenti. Il risultato è un film frizzante, dall'aria un pò svampita e dai buoni sentimenti. La sceneggiatura è perfetta e Laura Morante si costruisce un ruolo non autocontemplativo, cosa che per un attore che di colpo si fa regista significa tanto. Da vedere.

sabato 19 maggio 2012

In carne e ossa

"Sento che lo sguardo di Francois nasconde qualcosa...è sfuggente...sento che quando guarda me invece ha paura". Viola pensa questo, racchiusa nel suo silenzio innocente, ma non ingenuo. Tra lei e lo psichiatra ingaggiato dalla grigia famiglia per tirarla fuori da una anoressia inquietante, si instaura un rapporto sempre più solido, fatto di silenzi e confessioni. Viola è semplicemente una ragazza sola, ha solo bisogno di amore, tanto da chiedere allo psichiatra di scriverle una lettera d'amore che inizia con "mio bruciante amore". Sta in queste esternazioni naive che si nasconde il cuore del loro perverso rapporto, fatto di ricatti e sogni impossibili. Splendidamente scritturato il rapporto tra Viola e Francois, mentre i genitori di lei si svelano molto lentamente e ed i loro personaggi prendono corpo con tempi diversi. Gli attori Alba Rohrwacher ed Ivan Franek si esibiscono in una interpretazione che colma alcune lacune registiche. In carne e ossa è un film emozionante e razionale al contempo, che riesce a rappresentare l'anoressia senza focalizzarsi  solo sul rapporto col mangiare, il quale diviene uno dei tanti aspetti della personalità di Viola.