Prometheus, l'ultima fatica di Ridley Scott, rispetta, senza fantasia, tutti i protocolli informali dei film fantasy americani. Ci sono il bene ed il male, gli effetti speciali, i mostri disgustosi e la storia d'amore che fà da sfondo. La trama presenta spunti di riflessione interessanti che, però, non vengono sviluppati in modo altrettanto creativo nel corso del film ed il finale ammicca ad un sequel. Il cast è ricco di star, ma le loro performance sono piatte. Gli effetti speciali colpiscono, ma non travolgono ed il 3D è abusato in quanto molte delle scene sono in interni.
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lunedì 17 settembre 2012
domenica 20 marzo 2011
Beyond

Per chi ha visto e si è entusiasmato con la trilogia "Uomini che odiano le donne" non è facile affrontare la visione di Noomi Rapace in un ruolo diverso da quella della mitica Lisbeth Salander. Nonostante l'attrice svedese continui adi interpretare il ruolo di una donna dal vissuto misterioso e truce, ho vissuto personalmente come una sorta di tradimento il fatto che quel volto impersoni un altro ruolo. Questo è il controaltare che può accogliere gli attori che hanno interpretato egregiamente dei personaggi.
A parte questo, il film all'inizio sembra abbastanza pietoso nel ritrarre una situazione disperata ed il personaggio della Rapace sembra così poco indagato che tutto sembra ridursi ad una sagra della commiserazione. Il ritmo è anch'esso, fino alla prima ora, un pò singhiozzante. Nella seconda parte del film, invece, la regia si riscatta, rendendo la trama più "piena" e credibile ed anche i tempi migliorano. Resta, comunque, un film estremamente triste e questo sentimento che comunica non è ripagato da un equo talento registico.
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domenica 30 maggio 2010
La regina dei castelli di carta

Il fascino della nostra eroina Lisbeth sprigiona ancora un'energia tale da intrigare lo spettatore, ma questa terzo proseguo della saga larssoniana ha un fiato ancora più corto del secondo. L'intrigo psicologico lascia sempre più spazio alla spy story che fa perdere alla trama molto del suo fascino e, soprattutto, del suo ritmo. Viene da pensare se ci interessi davvero sapere cosa è successo a Lisbeth Salander e perchè c'è qualcuno che la vuole evidentemente fare fuori. Tante volte l'eccessivo zelo nel dare spiegazioni e nello zoomare sui personaggi non restituisce il fascino attesso dalle aspettative nel frattempo createsi. Per il resto, a fronte di molti passaggi cavillosi e noiosi, che occupano, ahimè, i tre quarti del film, lo svolgimento finale del processo risveglia l'attenzione, ricentrando la trama sulla vera trovata letteraria della saga: Lisbeth Salander.
venerdì 12 marzo 2010
Uomini che odiano le donne

Mi precipito in sala senza nemmeno un fragile tentativo di arginare la mia morbosa dipendenza da Stieg Larsson e da tutte le sue creature, dirette o indirette. "Uomini che odiano le donne" ha un intreccio coinvolgente e personaggi che, pur ripescando nei luoghi comuni più arcani della narrazione, vengono abilmente reinterpretati. La pellicola sembra, in questo caso, un passaggio ovvio e scontato e, proprio per questo, altamente a rischio di banalità. Lisbeth Salander, invece, è lei, anche se il vistoso collare a più punte che porta indosso nelle prime scene, si perde già nelle successive, lasciandola struccata ed inanellata in espressioni e gesti leggermente più umani e meno intriganti di come il nostro Stieg ci aveva fatto credere. L'intrigante Bloomkvist ha un carisma notevole che sorregge il suo fascino nonostante l'assenza di qualche scena erotica sottratta al libro, senza sottovalutare che insegna finalmente al pubblico italiano come si pronuncia il suo cognome. Nei 153 minuti di proiezione, questo debordo temporale di mezz'ora, rispetto alle canoniche due ore, non lascia spazio a quel senso di eccesso di zelo narrativo che le ultime cento pagine del libro mi hanno trasmesso. Qualche anticipazione di troppo rispetto al secondo romanzo mi lascia, però, perplessa: il personaggio di Lisbeth si spoglia pian piano non solo del trucco, ma anche del suo mistero e il perchè questa ragazza giochi col fuoco viene "bruciato" in una scena un pò precoce.
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