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lunedì 2 aprile 2012

Posti in piedi in Paradiso

“Posti in piedi in Paradiso”, l’ultimo film di Verdone parte da una forte aspirazione sociale: quella di fotografare la società dei cinquantenni di oggi e di quella moltitudine di famiglie spaccate e lacerate dalle separazioni coniugali. I protagonisti del film sono tre uomini di mezza età che si ritrovano ad essere abitativamente defenestrati dalle proprie mogli ed intraprendono una bizzarra quanto obbligata condivisione di un appartamento. Nessuno dei tre, infatti, può permettersi un appartamento da solo perché sono troppo impegnati economicamente ad erogare assegni di mantenimento di ogni genere.
Se i personaggi appaiono stereotipati fin dall’inizio, la sceneggiatura è piatta e poco incisiva. Verdone stavolta non convince neanche me che lo ho sempre considerato uno dei migliori registi italiani viventi. Sembra tutto un ripetersi e riproporre un collage di situazioni risultate vincenti in passato.

domenica 6 marzo 2011

Manuale d'amore 3

Da sempre nutro una sfegatata preferenza per il cinema italiano, che, per me, rappresenta un genere vero e proprio che non ha rivali nè in Europa, nè oltreoceano. La commedia all'italiana riesce a trasmettere una serenità ed un puro senso della bellezza che nemmeno il più riuscito film americano può eguagliare.

Partendo da queste premesse noto con grande rammarico come oggi il nostro cinema sia protagonista di una discesa vertiginosa nel livello di produzione. Manuale d'amore 3 ne è la prova. Non basta un titolo fortunato per fare un film altrettanto riuscito. Inoltre trovo che questa formula ad episodi sia ormai stata abbastanza cavalcata ed abusata da poter anche invocare una tregua. Manuale d'amore 3 è un film senza una idea originale che sia una. Nonostante il cast di stelle, che va a scomodare addirittura celebrità hollywoodiane del calibro di De Niro, il film vola d'un basso da rasentare lo schianto e la catastrofe totale. La sceneggiatura è ormai depauperata dall'usura: ormai non si sa più che cosa raccontare. Gli attori stessi sembrano addirittura annoiati e poco convinti. Persino il re della comicità italiana, Carlo Verdone seppur calato nel proprio personaggio che è poi quello che più gli è congeniale, annoia e non entusiasma come in genere è solito fare.

domenica 19 settembre 2010

Niente paura


Niente paura ritrae l'Italia come collage di vissuti ed emozioni forti, ma anche contrastanti tra loro, in cui la Costituzione è un'ombra antica che tuona dall'alto con una voce astratta sempre più lontana , mentre a Terra regna il caos. La paura emerge come sentimento dominante degli italiani e la musica di Ligabue diviene la speranza per superare questa indefinita identità. Proprio le sue canzoni divengono lo stumento per accompagnare il fluire della memoria del nostro Paese ponendo al primo posto gli italiani. La politica è assente dalle immagini, anche se di fatto la figura di Ligabue rappresenta quella di un ideale leader, popolare, ma onesto che potrebbe raccogliere le energie latenti degli italiani riportandole in piazza e distogliendole dal Grande Fratello. Il pregio di questo documentario è di riuscire ad esprimere un proprio preciso pensiero senza schierarsi politicamente, ma al contempo coinvolgendo grazie ad un ritmo delle immagini serrato ed appassionante.

domenica 14 marzo 2010

Manuale d'amore 2


Se il cinema ha talvolta il curioso dono di alleviarci la vita, raccontandocela come una brezza leggera, allora Manuale d'amore 2 assolve in pieno questa missione pacificatoria. Se si ha voglia di un pò di leggerezza e di coccole sdraiati in una poltrona col sedile di velluto, quale modo migliore di scegliere un film sull'amore? Il tono di voce di Bisio che parla ad una radio accompagna subito lo sprofondato spettatore i n questo clima da diario. La prima storia è di solito quella che rimane più sfocata nella memoria di chi esce dalla sala. In questo caso la bellezza della Bellucci strega con la sua perfetta freddezza, che ben si combina con la dolcezza della storia che la vede regina. Le altre storie sono racconti più pittoreschi e scendon a cascata verso la banalità. L'episodio finale con Verdone è troppo Verdoniano per essere godibile, ma la colonna sonora accompagna bene l'impasto e sembra di gustare una buonissima stecca di semplicissimo zucchero filato.