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domenica 23 gennaio 2011

Qualunquemente


Difficilmente un personaggio cabarettistico riesce a trasformarsi in un personaggio cinematografico senza subire qualche contraccolpo in termini di "appeal". Ebbene questa è l'eccezione che conferma la regola: Antonio Albanese nei panni del politico calabrese riesce nell'arco del film a far conquistare al suo personaggio una maggiore completezza. Non si ha l'idea di un puzzle di pezzi ben studiati, ma poco credibilmente incastrati, idea che mi è stata trasmessa, invece, dagli sketch televisivi dell'attore. In questo caso, sembra, insomma vigere il principio contrario: il personaggio cinematografico vince su quello televisivo. Probabilmente questo è tanto più vero quanto più il personaggio di Cetto si avvicina alla persona di Berlusconi. Se non fosse per l'accento e la parlata anche un pò troppo calabrese (temo che qualche nordico possa avere difficoltà a godere di alcune battute), il politico impersonato da Albanese è una fotocopia neanche troppo ritoccata del nostro Premier. I riferimenti sono volontari (alcune battute sono mirate riproposizioni di ipse dixit del Presidente del Consiglio), ma anche e soprattutto drammaticamente involontari. Soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti, che non sono neanche più una novità, la politica "du pilu" non è poi così tanto una battuta di cui ridere, ma una verità su cui interrogarsi, mentre la si osserva dilagare.

domenica 14 marzo 2010

Manuale d'amore 2


Se il cinema ha talvolta il curioso dono di alleviarci la vita, raccontandocela come una brezza leggera, allora Manuale d'amore 2 assolve in pieno questa missione pacificatoria. Se si ha voglia di un pò di leggerezza e di coccole sdraiati in una poltrona col sedile di velluto, quale modo migliore di scegliere un film sull'amore? Il tono di voce di Bisio che parla ad una radio accompagna subito lo sprofondato spettatore i n questo clima da diario. La prima storia è di solito quella che rimane più sfocata nella memoria di chi esce dalla sala. In questo caso la bellezza della Bellucci strega con la sua perfetta freddezza, che ben si combina con la dolcezza della storia che la vede regina. Le altre storie sono racconti più pittoreschi e scendon a cascata verso la banalità. L'episodio finale con Verdone è troppo Verdoniano per essere godibile, ma la colonna sonora accompagna bene l'impasto e sembra di gustare una buonissima stecca di semplicissimo zucchero filato.

giovedì 11 marzo 2010

Giorni e nuvole


Che potere ha l'amore nella vita? Quanto siamo umanamente microscopici di fronte ai cataclismi della sorte? Questo non è un film sul precariato, ma sull'amore, su tutti quei momenti in cui bisogna ripartire da un guaio, ingoiandolo. Margherita Buy riesce ad essere meno macchietta del solito in questo personaggio di donna in crisi coniugale ed esistenziale ed Albanese si stacca dal suo clichè di attore comico e dimostra un grande carisma in questo ruolo interpretato. Il tema della perdita del lavoro poteva indurre in sbrodolature patetiche, invece anche le scene più prevedibili riescono a mantenere quel senso di umanità che le fa sembrare vere. Tenerissimo Albanese quando stringe la mano alla Buy nel finale: una scena di grande poesia.