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domenica 20 novembre 2011

Scialla!




Non avevo mai sentito nominare il regista di "Scialla!", ma se fosse stata un'opera prima mi sarei veramente stupita. Si intravede un talento nella stesura della sceneggiatura ed in effetti Francesco Bruni ha scritto i dialoghi di molti film azzeccati degli ultimi anni (da "La matassa" a "La prima cosa bella"). In particolare il personaggio di Bentivoglio, padre che cerca di recuperare, anzi costruire da zero il rapporto con un figlio che scopre improvvisamente di avere avuto quindici anni prima da una storia naufragata o mai esistita. Complice è il fatto che questo genere di "Character" sembri cucito addosso all'attore, che riesce a cogliere tutte le tonalità e le sfumature di questo ruolo.

Nonostante alcune scivolate buoniste nella trama, il film è sostanzialmente credibile ed il rapport padre-figlio trasmette un grande senso di autenticità. Anche il ritmo con cui gli eventi si avvicendano sembra essere azzeccato ed il regista riesce a sfornare un prodotto originale nonostante la trama lo avrebbe potuto portare verso una facile pista demagogica.




venerdì 17 dicembre 2010

La bellezza del somaro


In un casolare sospeso nell spazio e nel tempo vengono trasportati tutti gli psicodrammi familiari e sociali della società moderna. Il patetismo è sfidato con l'ironia. Ne esce una commedia a tratti oniricamente felliniana, a tratti teatrale, che rappresenta il mondo di oggi riuscendo a coglierne una quantità di sfumature veramente impressionante. Il trigenerazionale, i rapporti di coppia, i tradimenti ed il rapporto genitori figli. Il fallimento degli ideali di una generazione di sessantottini, il prolificare delle canne come forma di condiisione di un'esperienza. Tutto questo e molto altro ancora viene frullato in un'esilarante commedia che vuole fare i conti con la realtà, ma mantenendo un punto di vista artistico, in modo da ridurre il senso di amarezza. Il film è anche pieno di provocazioni come quello della figlia Rosa che si fidanza con un vecchissimo per lei Enzo Iannacci, il quale per tutta la durata del film è una sagoma magrittiana. Rappresenta "il vecchio" e basta, forse proprio come lo vede la adolescente. L'immagine del somaro è l'emblema della società come viene qui rappresentata: limitata e ridicola, ma al contempo innocente e piena di tenerezza.

sabato 13 novembre 2010

Ti presento un amico


Da Psicologia del lavoro sottolineo che se persino Vanzina, il regista di film d'evasione per eccellenza, è arrivato a toccare, a modo suo, il tema della crisi lavorativa odierna, vuol dire che la situazione è veramente di urlante emergenza. Il contributo fornito dal regista dipinge un pittoresco scenario del mondo delle aziende, che somiglia molto più a quello dei bordelli. Il manager diventa un puttaniere per eccellenza e le colleghe sono le veline dei vari "Natale a...". Questa visione piatta e semplicistica e poi soprattutto falsa del mondo del lavoro, cerca comunque di fare "giustizia" ai lavoratori, proponendo una figura di manager, che sulla carta è molto simile a quello di George Clooney in "Tra le nuvole", che non riesce, però a licenziare ed a tagliare le teste così come vorrebbe il capo. Vanzina cer ca di misurarsi con un tema drammatico, ma quello che ottiene è di girare la sua solita commedia, magari dall'ironia un pò più contenuta, con per sfondo cartonato, ma ben poco credibile, quello delle aziende di oggi.

domenica 14 marzo 2010

Manuale d'amore 2


Se il cinema ha talvolta il curioso dono di alleviarci la vita, raccontandocela come una brezza leggera, allora Manuale d'amore 2 assolve in pieno questa missione pacificatoria. Se si ha voglia di un pò di leggerezza e di coccole sdraiati in una poltrona col sedile di velluto, quale modo migliore di scegliere un film sull'amore? Il tono di voce di Bisio che parla ad una radio accompagna subito lo sprofondato spettatore i n questo clima da diario. La prima storia è di solito quella che rimane più sfocata nella memoria di chi esce dalla sala. In questo caso la bellezza della Bellucci strega con la sua perfetta freddezza, che ben si combina con la dolcezza della storia che la vede regina. Le altre storie sono racconti più pittoreschi e scendon a cascata verso la banalità. L'episodio finale con Verdone è troppo Verdoniano per essere godibile, ma la colonna sonora accompagna bene l'impasto e sembra di gustare una buonissima stecca di semplicissimo zucchero filato.