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domenica 6 marzo 2011

Manuale d'amore 3

Da sempre nutro una sfegatata preferenza per il cinema italiano, che, per me, rappresenta un genere vero e proprio che non ha rivali nè in Europa, nè oltreoceano. La commedia all'italiana riesce a trasmettere una serenità ed un puro senso della bellezza che nemmeno il più riuscito film americano può eguagliare.

Partendo da queste premesse noto con grande rammarico come oggi il nostro cinema sia protagonista di una discesa vertiginosa nel livello di produzione. Manuale d'amore 3 ne è la prova. Non basta un titolo fortunato per fare un film altrettanto riuscito. Inoltre trovo che questa formula ad episodi sia ormai stata abbastanza cavalcata ed abusata da poter anche invocare una tregua. Manuale d'amore 3 è un film senza una idea originale che sia una. Nonostante il cast di stelle, che va a scomodare addirittura celebrità hollywoodiane del calibro di De Niro, il film vola d'un basso da rasentare lo schianto e la catastrofe totale. La sceneggiatura è ormai depauperata dall'usura: ormai non si sa più che cosa raccontare. Gli attori stessi sembrano addirittura annoiati e poco convinti. Persino il re della comicità italiana, Carlo Verdone seppur calato nel proprio personaggio che è poi quello che più gli è congeniale, annoia e non entusiasma come in genere è solito fare.

giovedì 27 gennaio 2011

Vallanzasca - Gli angeli del male


Mi trovo di fronte ad un raro caso di film diretto da Michele Placido in cui i personaggi, in questo caso IL personaggio, ovvero il Vallanzasca, risultano messi a fuoco in maniera veramente precisa. In genere non amo il suo modo di fare il regista: lo trovo molto distratto e approssimativo. Sarà probabilmente l'eccezione che conferma la regola, ma Vallanzasca è un film riuscito. Nonostante sia un pò lungo, perchè vuole pedissequamente narrare ognuno degli eventi che resero tristemente celebre il personaggio, il ritmo della storia tiene abbastanza inchiodato lo spettatore. Più che un film sembra una cronaca proprio per questa dovizia di particolari narrativi, mentre in genere si sa che nel cinema non conta tanto quanto si racconta, ma come. L'impressione di un personaggio può bastare a caratterizzarlo nel profondo, se si sceglie il particolare giusto da mettere a fuoco. Non si può tralasciare il fatto che la riuscita cinematografica del personaggio sia aiutata e co-costruita dalla recitazione di un furioso Kim Rossi Stuart calatissimo nel ruolo e sempre più professionalmente notevole.

domenica 7 marzo 2010

La sconosciuta


Truculento e pieno di sofferenza, "La sconosciuta" esplora la solitudine con musiche ossessive come i pensieri che affollano una mente disperata. La storia si modifica pian piano e lo zoom si sposta fino ad illuminare aspetti sempre più drammatici e arcani di questa sconosciuta ucraina, di cui non si sa nemmeno il vero nome. Se Tornatore voleva sconvolgere ce l'ha fatta benissimo. Questa storia è toccante quanto estrema e crudelmente vera.
Ho fatto fatica a vedere "La sconosciuta", francamente sono stata sollevata dal cielo stellato che ti offre il cinema all'aperto: un senso si liberazione in questo incalzare di scene di miseria d'animo.
Non è un film per stare tranquilli. Se ne esce sbattuti da una brutta storia, orchestrata magistralmente.