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giovedì 13 dicembre 2012

Una famiglia perfetta


Nonostante l’alone generale che il film si trascina dietro ammicchi abbondantemente al cinepanettone, mi lascio trascinare in sala dal “legittimo sospetto” sollevato dal trailer. Qualcosa mi dice fin da subito che potrebbe non essere la solita trappola natalizia. In effetti l’ “asse” Castellitto-Giallini-Gerini già collaudato in “Non ti muovere” mi lascia se non altro incuriosita visto il successo del citato “trittico” nel film tratto dal celebre romanzo della Mazzantini.
 Una volta entrata in sala “Una famiglia perfetta” mi inonda con la creatività di un script veramente innovativo e fuori dagli schemi cinepattoneschi. Nonostante il film sia di matrice spiccatamente teatrale, la scenografia completamente realizzata in interni non va ad appesantire minimamente la resa del film nella sua interezza.
L’idea iniziale del regista è vulcanica e dirompente: non lascia spazio ad un eventuale riflessione su altri elementi critici del film, come la messa in scena di alcuni stereotipi. Il Natale diventa un teatro vero e proprio e Genovese riesce con leggerezza a condurre una riflessione profonda su quanto ci sia di autentico nel Natale. Se il personaggio di Castellitto non è proprio originale e ricorda un certo Scrooge di più antica memoria, l’idea della troupe che viene assoldata per fargli trascorrere un Natale in compagnia è veramente geniale, come lo è l’inizio ex-abrupto, che mi ha gettata in un iniziale senso di smarrimento.

lunedì 24 gennaio 2011

Immaturi


Il cinema italiano di oggi sembra essersi abbastanza appiattito sul tema esplicitamente, spudoratamente trattato da questo film. L'immaturità della generazione della crisi è ormai al centro di molte pellicole in cui il tema viene coniugato accanto alle tematiche della paura della stabilità in amore e a volte della disoccupazione. Immaturi usa come pretesto il dover ridare l'esame di maturità di un gruppo di ex compagni di scuola, per ricavalcare l'onda di "Notte prima degli esami" e sequel. Il detto "gli esami non finiscono mai è per l'ennesima volta un pretesto facile per ripercorrere con una visione sociologica abbastanza banalizzata la società di oggi. La generazione in questione è quella dei quaratenni di oggi. Il film non si può dire che non decolli, ma vola sempre molto basso, con una sceneggiatura ad un passo dalla mediocrità, nonostante lo sfoggio di nomi noti nel cast.