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martedì 28 dicembre 2010

La Banda dei Babbi Natale


Se di cinepanettone bisogna morire, scegliere l'ultimo film di Aldo Giovanni e Giacomo è la morte migliore che si possa fare. Dopo il catastrofico "Cosmo sul comò", il trio siciliano torna sul grande schermo con una storia autentica, credibile, compatta, ben narrata. La comicità è garbata, innocente, studiata. Ciò non vuol dire che non si rida a crepapelle. La trama coinvolge, inoltre, l'attrice Angela Finocchiaro in una parte di poliziotta che le sta a pennello e la rende più credibile di tante altre sue performances. Non sempre, dunque, il comico fa perdere di valore gli attori, anzi quando ciò non accade è sintomo di alta qualità della pellicola. E questo ne è il caso. Esilarante la partecipazione di Mara Maionchi.

martedì 30 novembre 2010

La donna della mia vita


La società di oggi, ma più che altro le coppie e gli uomini di oggi sono ormai più e più volte entomologicamente analizzate dal cinema. Per questo il film di Luca Lucini è apprezzabile. Pur ripercorrendo tutte gli stereotipi riesce a riempire la propria rappresentazione con una certa autenticità profonda. Il suo attore feticcio è ormai dichiaratamente il bellissimo Luca Argentero, già presente nei suoi film più recenti "Solo un padre" e "Oggi sposi". La sceneggiatura scritta da Cristina Comencini è palesemente di un certo livello.

domenica 21 novembre 2010

Io sono con te


"Io sono con te" è un film molto originale e semplice, forse anche trasgressivo, nel voler raccontare la storia di Gesù da un punto di vista diverso: quello di Maria. E' lei l'eroina di questa pellicola. Così la più grande storia religiosa della cultura cristiana si trasforma in un film pedagogico sull'educazione impartita a Gesù. Inoltre l'analisi del regista s'allarga ai meccanismi della società dell'epoca in cui Gesù vive. Vengono messi in luce i giochi di potere, le gerarchie e questa nascente cultura cristiana, che ancora deve raggiungere il suo momento cruciale di sviluppo. Il personaggio di Maria è tratteggiato in maniera minuziosa e molti tratti dei personaggi che con lei si relazionano rimangono sfocati per darle spazio.

giovedì 9 settembre 2010

20 sigarette


20 è il numero di sigarette che fuma il protagonista durante il suo travaglio che la pellicola racconta. Nassirya 2003. La storia è quella autobiografica di un aiuto-regista (il regista del film nella realtà) che decide di avvenutrarsi in Iraq per un progetto cinematografico, fidandosi di chi dice che la guerra ormai è finita. La storia è tratta dal libro "20 sigarette a Nassirya" edito da Einaudi. La pellicola è stata inoltre oggi premiata dalla giuria presieduta da Mastandrea all'interno della sezione Controcampo durante il Festival del Cinema di Venezia. Dopo Green Zone, The Hurt Locker, Brothers, un contributo italiano per riflettere sull'insensatezza delle bombe e della guerra in Iraq. Violento, toccante, straziante, visivamente forte e montato in maniera serrata, restituisce il non senso della guerra emozionando fin da subito.

venerdì 21 maggio 2010

La nostra vita


Si entra in sala con qualche certa aspettativa quando il film in questione è l'unico in gara al festival di Cannes per l'annata 2010. La grande sala bolognese dell'Arlecchino è quasi al completo per il suo primo spettacolo serale del primo giorno di proiezione. E se si considera la leggerezza primaverile che si respira in una finalmente tiepida serata in città, non è da poco. Il film inizia e subito il carisma recitativo di Elio Germano colonizza la mia attenzione sui suoi sentimenti. Sui sentimenti di un italiano oggi in Italia. Un italiano operaio, allevato nell'ignoranza e nella invidia del potere che significa avere e quindi essere. Tutto questo viene rappresentato talmente in maniera realistica che il potere comunicativo di ciò che si vede riesce a superare la percezione di didascalismo che in qua e in là germoglia durante la narrazione. Qualche anno fa una canzonetta sanremese recitava "in Italia si sta male, in Italia si sta bene, in Italia si sta male, si sta meglio, si sta peggio, qui si sta come si sta..." e proprio questo sembra il vero nodo della riflessione di Luchetti. Siamo felici oggi in Italia? Cos'è che ci rende felici? Il berlusconismo dilagante incombe senza neppur essere mai nominato.