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sabato 5 marzo 2011

La vita facile


Cosa c'è di più rilassante dopo una giornata di quotidiani pensieri e preoccupazioni di buttarsi su una comodissima poltrona a luci totalmente spente e pregustarsi un "Domenico Procacci presenta" comparire a caratteri cubitali sullo schermo?

Se poi come in questo caso la scenografia è da mozzafiato, ritraendo una Africa che tanto tranquillizzante non era mai apparsa, il gioco è fatto. Il quarantenne Stefano Accorsi festeggia il compleanno della maturità interpretando un medico senza frontiere dedito a cause umanitarie sublimi, che però nasconde nel passato un tradimento verso il suo miglior amico. La trama sorge sul tema umanitario e potrebbe morire anche lì tale è la bellezza dei luoghi, ma probabilmente l'aspetto estetico è solo un trampolino di lancio per fare decollare una storia molto più occidentale di quanto si creda. Il triangolo amoroso tra Vittoria Puccini, Accorsi e Favino è reso ancor più intrigante dal paragone con una dimensione di vita così distante dal mondo della "vita facile" della Roma bene. Valori sublimi e superficiali si intrecciano con maestria e la trama apparentemente piatta mostra di avere qualcosa da svelare di inatteso fino all'ultima scena.

domenica 14 marzo 2010

Colpo d'occhio


"Colpo d'occhio" è il nome di una rivista d'arte, ma anche l'effetto che ogni artista vorrebbe provocare con le proprie opere. Qui il soggetto è apparentemente l'arte. Di fatto il film è un'abile apologia dei legami che si creano attorno al potere. Nonostante il trailer lasci credere che si tratti di una melensa storia d'amore, che ruota attorno ad un tradimento, questo film è ben altro. Parla di manipolazione, di invidia e di una vasta gamma di emozioni umane più o meno meschine e più o meno necessarie nella società odierna. Sergio Rubini è un uomo stravagante ed un regista innovativo quanto graffiante e questa storia camuffata da un trailera dir poco banalizzante è l'ennesima conferma di questo uso personale della macchina da presa. Tanto più la trama appare banale, tanto più non lo è.