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sabato 25 febbraio 2012

Shame

Entro in sala con una vecchio che commenta le scene ad alta voce come fosse a casa sua ed in film del genere si possono immaginare i tipi di commento...Questa presenza dona una nota vintage alla visione di questo film ricordandomi come ormai andare al cinema sembri in alcune circostanze una moda superata.

A parte questa considerazione iniziale sul contesto e sull'atmosfera generale in cui mi trovo catapultata in questo sabato di inizio disgelo, posso affermare ex abrupto come "Shame" mi doveva sbalordire e mi ha sbalordito.

Nonostante sia nelle sale già da più di un mese e se ne sia parlato sulla stampa ed alla televisione, nonchè al Festival di Venezia, "Shame" riesce a stupirmi. Il soggetto è spettacolare: una perversione invisibile agli occhi superficiali della gente, nulla di palesemente contro natura, eppure Brandon è una persona sessualmente tormentata. Rispetto ai gesti della sorella il suo è un comportamento molto meno autolesionista, ma molto più palesemente sofferente. Già perchè l'unica cosa che si capisce fin dall'inizio è che Brandon sta male. Scena dopo scena il regista compone il quadro della sua psiche come fosse un puzzle da montare pezzo dopo pezzo o la scena di un delitto da svelare.

Le riprese sono molto accurate ed alcuni piani sequenza dall'impatto visivo veramente riuscito.

L'assenza quasi totale della trama non si sente nemmeno perchè il realismo descrittivo pervade lo schermo e riempie di contenuto il film.

Michael Fassbender interpreta Brandon in maniera eccellente, mentre sdolcinata e stereotipata è l'interpretazione di Carey Mulligan, il cui ruolo è quello della sorella di Brandon, cantante problematica con tendenze suicide. Eppure anche il suo personaggio è ben scritturato.

giovedì 7 aprile 2011

Non lasciarmi


Ambientato nell'Inghilterra del primo novecento, "Non lasciarmi" è un film costruito su una trama assurda in senso stretto, ma che in realtà si presta a molte realistiche interpretazioni. Una classe di bambini tra cui i tre amici protagonisti viene cresciuta in un college ed allevata in maniera isolata un pò come se fossero in un "Truman show". Il disegno superiore è nefasto e crudele: si scoprirà presto e loro scopriranno presto che sono dei cloni di esseri umani ed il loro destino è di essere uccisi per trampiantare gli organi in esseri umani veri. Una carrellata di furbesche citazioni cinematografiche vengono in mente assistendo a questa trama: Blade Runner in pole position.

La trama, se presa in sè e per sè, è solo una gran tristezza, ma può anche essere un buon pretesto per riflettere sulla violenza, sul senso della vita e per riflesso su quello della morte. Nonostante in genere non sia molto attratta da trame così poco realistiche, questo film mi ha molto intrigato anche se il ritmo talvolta è troppo lento. Perfetta Keira Knightley nel ruolo dell'amica gelosa/invidiosa, parte che le viene sempre congeniale (vedi "Espiazione", 2009), peccato che la traduzione italiana dei testi sia pessima.