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giovedì 7 aprile 2011

Non lasciarmi


Ambientato nell'Inghilterra del primo novecento, "Non lasciarmi" è un film costruito su una trama assurda in senso stretto, ma che in realtà si presta a molte realistiche interpretazioni. Una classe di bambini tra cui i tre amici protagonisti viene cresciuta in un college ed allevata in maniera isolata un pò come se fossero in un "Truman show". Il disegno superiore è nefasto e crudele: si scoprirà presto e loro scopriranno presto che sono dei cloni di esseri umani ed il loro destino è di essere uccisi per trampiantare gli organi in esseri umani veri. Una carrellata di furbesche citazioni cinematografiche vengono in mente assistendo a questa trama: Blade Runner in pole position.

La trama, se presa in sè e per sè, è solo una gran tristezza, ma può anche essere un buon pretesto per riflettere sulla violenza, sul senso della vita e per riflesso su quello della morte. Nonostante in genere non sia molto attratta da trame così poco realistiche, questo film mi ha molto intrigato anche se il ritmo talvolta è troppo lento. Perfetta Keira Knightley nel ruolo dell'amica gelosa/invidiosa, parte che le viene sempre congeniale (vedi "Espiazione", 2009), peccato che la traduzione italiana dei testi sia pessima.

giovedì 22 aprile 2010

Perdona e dimentica


Cosa ne è dei protagonisti di Happiness a quasi dieci anni dall'11 Settembre? Nonostante questo sequel, se così lo si può chiamare, arrivi con un forte distacco temporale dalla pellicola madre, basta un frammento di dialogo per ricadere in quell'atmosfera di caustico sarcasmo. Una società alla deriva, che cerca di edulcorare fallimenti e frustazioni con una apparenza che fatica a convincere sè stessa, cerca in tutti i modi di porre rimedio al passato, qualsiasi esso sia. Non c'è scena in cui la crudezza mascherata della realtà non venga pervasa da affermazioni sull'importanza del perdono. Quest'ultimo è inteso come sentimento individuale, ma anche nazionale. Si può perdonare un padre pedofilo? Si possono perdonare i terroristi che hanno distrutto la sicurezza psicologica degli americani? Ed ancora, è più importante perdonare o dimenticare? Si può dimenticare senza perdonare? Questo è il leit motiv del film che viene accompagnato da una sceneggiatura tagliente, perfettamente adattata in Italia da Moni Ovadia, e da una fotografia crepuscolare magistrale.