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lunedì 11 aprile 2011

Good bye Mama



"Good bye Mama" è il film presentato alla scorsa edizione del Festival di Venezia grazie ai fondi italiani per il cinema, genrosamente erogati dal Ministro Bondi per incoraggiare l'anti-comunismo. La foto di Berlusconi troneggia in modo un pò troppo forzato su una scrivania messa a fuoco nel film, qualche secondo dopo gli si contrappone un video di Stalin. Il bene e il male? Sembra proprio che questa pellicola si costruisca su una storia di un pietismo vile, che incastona la visione del comunismo in una interpretazione polarizzata in cui buoni e cattivi sono bambinescamente separati, distinti e lontani. La trama è tratta da una storia vera: quella di una prostituta bulgara, ed in tempi di bunga bunga questa figura sembra acquisire una certa importanza nello scenario del nostro Paese. L'attrice che la interpreta è narcisisticamente anche regista e sceneggiatrice, insomma un pò come la filosofia del governo di Berlusconi: fà tutto lui.

Il personaggio di lei è di un' irrealtà ridicola, una specie di prototipo dell'inumanità, così come assolutamente non credibile è la casa di cura pubblica in cui la donna rinchiude la madre morente ammalata di Alzheimer. Sembra tutto di un semplicismo squallido. Complimenti Ministro!

sabato 26 marzo 2011

Silvio Forever


"Silvio Forever" è un documentario che si pone su un continuum con "Draquila". Sembra, infatti, che in questi ultimissimi due anni stia emergendo sempre più la necessità di reinventare un vecchissimo genere per uno scopo non più di informazione, ma di informazione controcorrente. In entrambi i casi per raggiungere il grande pubblico e soprattutto la distribuzione in sala si punta su una efficacia comunicativa diversa. L'ironia è alla base di tutto. Si stravolge, dunque, il registro comunicativo classico documentaristico, forse per rendere anche piu dissacranti i materiali che vengono tirati fuori.
Già perchè in "Silvio Forever" si tratta di un lavoro soprattutto di montaggio. Un'attenta analisi e poi sintesi di questo fenomeno sociale che è esploso negli anni '90. La vita del Presidente del Consiglio viene scandagliata fin dalla nascita, grazie anche all'abile voce narrante di Neri Marcorè, nei panni del Premier. Vediamo così una tristissima carrellata dell'ascesa al potere dell'uomo con più conflitti d'interesse d'Italia.
Ovviamente l'intento del documentario non è più solo quello di documentare, ma quello di aprire gli occhi e formulare, seppur nel modo più accorto e argomentato, un giudizio di valore. Il documentario nell'Italia di oggi assume, dunque, un ruolo diverso, per necessità.
In questa nuova veste ed autoattribuendosi questa nuova missione sociale, devo dire che il documentario "Silvio Forever" riesce a gonfie vele. Dal titolo, al montaggio, alla scelta delle interviste e delle dichiarazioni, tutto tende a fare emergere il personaggio più markettaro che l'Italia potesse conoscere. Un re Sole dei media, che finora, nonostante tutto, e riuscito a gestire le proprie contraddizioni.