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sabato 14 gennaio 2012

La talpa



Entro in sala forte delle 4 stelle attribuite alla pellicola da Mereghetti (le stesse date a film come Arancia Meccanica e 2001 Odissea nello spazio tanto per intenderci), poi ormai dopo "Il Discorso del Re" Colin Firth fa incrementare il numero di biglietti staccati per principio. Mi imbatto in una trama dai dialoghi ben studiati e dalle scenografie cupamente dense, ma se devo essere onesta faccio molta fatica a seguire la storia, che trovo fin dall'inizio troppo complicata...La ricostruzione è perfetta...la recitazione di Gary Oldman supplice la semi comparsa di Colin Firth, ma non riesco a farmi travolgere completamente dalle sensazioni perchè la mia mente rimane a lungo intrappolata nel tentativo di comprendere la trama. Peccato.

lunedì 7 febbraio 2011

Il discorso del re


La modernità de "Il discorso del re" è la cosa che più mi ha impressionato durante e dopo la visione. Entro in sala probabilmente con le aspettative sbagliate, pur premurandomi di andare ogni volta al cinema col minor numero di informazioni, ergo di aspettative. Eppure già l'aver capito dal trailer che si trattava di un film in costume, mi aveva influenzato abbastanza. Mi aspettavo, infatti, un'impeccabile biografia, ma certo non un geniale film sul tema della comunicazione, della persuasione. Tutte tematiche più che attuali. Non c'è solo l'aspetto dell'immagine ad avere un peso in questa trasposizione. "Il discorso del re" è la storia di quella che in gergo tecnico si potrebbe chiamare "una realizzazione professionale" e prima ancora personale. Il rapporto tra Jeoffrey Rush e Colin Firth è una bellissima rappresentazione cinematografica del rapporto coach-coachee. La balbuzie che inchioda il destino del futuro re Giorgio VI può addirittura diventare un punto di forza del suo modo di esporre, dando profondità e solennità al suo eloquio. Una vera lezione di consulenza d'immagine dunque. Il tutto incorniciato da una fotografia quantomai originale e quatomeno oleografica ed una strepitosa interpretazione di Jeoffrey Rush e Colin Firth.