
"Limitless" riprende in chiave contemporanea il mito dell'onnipotenza cognitiva, capace non solo di fronteggiare, ma di padroneggiare e finalizzare quel bombardamento di informazioni che la nostra mente quotidianamente nella normalità filtra. Se Nietzsche parla di Oltreuomo riferendosi a "colui che è sopra gli uomini e li schiaccia", determinando i propri valori, in "Limitless" l'unico valore è la conoscenza perchè strumento di potere. Del resto lo si vede anche nella quotidiana vita lavorativa come chi detiene maggiore conoscenza (il tanto di moda "know how") sia più propenso al successo, comparativamente parlando.
Trattandosi di un fantasy il tema è affrontato in chiave possibilistica conferendo ad un' ipotetica pillola incolore il potere di rendere chi la assume privo di ogni filtro e barriera mentale e dotato dell' illimitata capacità di elaborare e gestire le informazioni. Il percorso di Cooper non è però semplice, presto l'onnipotenza diviene una dipendenza dall'idea di onnipotenza, ergo una forma di droga.
Il regista traccia con grande capacità di sintesi e dinamismo una parabola esistenziale egregiamente interpretata da Bradley Cooper e, facendo gioco sul simbolismo tipico del genere fantasy, apre una pista veramente "limitless" di riflessioni sull'uomo, le sue ambizioni e le sue capacità.
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