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venerdì 13 settembre 2013

The marathon man - Il maratoneta


Arrivo ad incontrare "The Marathon man" chiedendo a google " quali sono i migliori thriller da vedere". Navigando approdo in un forum in cui tra "Die hard" ed il film di Arsenio Lupin compare il titolo directed by Schlesinger, alla regia anche del ben noto "Un uomo da marciapiede". 
Leggo ovunque che si tratta di un capolavoro. Metto su il dvd e l'incipit con un giovanissimo Dustin Hoffman che corre illuminato da un sole dalle tonalità tipiche delle pellicole anni 70 è già in sé un piccolo capolavoro. La vita piatta di un uomo semplice soprannominato "Lo scemo" prende presto la forma di un giallo coi tempi e le modalità sceniche tipiche dei primi thriller figli del grande Hitchcock. Molte scene infatti mi ricordano il grande Alfred: il colore del sangue negli scontri, la retorica rappresentativa con cui ci si arriva. Rimango colpita da come alcune scene riescano, nella loro apparente linearità espositiva a turbarmi. La scena in cuI il torturatore nazista afferma con voce neutra "Trapanero' un dente sano" mentre Dustin Hoffman immobilizzato di fronte lo guarda con atterrito, mi ha trasmesso un inatteso senso di violenza. Mi viene in mente la scena dell'occhio di Arancia meccanica e la violenza trasmessa da quel bulbo oculare forzato a rimanere aperto, a vedere. 
"The Marathon man" è un susseguirsi di scene da antologia del genere, un' escalation di tensione ed un finale che mi ricorda sia i gironi danteschi per la morale trasmessa sia  una celeberrima scena con Kim Novak in "La donna che visse due volte" .